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Archivio per la categoria ‘Real Life’

Sveglia…

6 Novembre 2009 VanillaTea Lascia un commento

Spiacente, il post previsto per oggi è stato prorogato a data da destinarsi. Si sprecano i giorni, il fiato…a maggior ragione le parole, soprattutto quando cerchi di metterci tutto te stesso, di concentrare in qualche riga le sensazioni provate in pochi istanti. Non si regala il povero risultato dei miei giorni passati a piangere al primo che passa, almeno fintanto che continuerà a considerarsi tale. Il mondo andrà avanti e non sentirà la mancanza per le mie parole…però quakcuno dovrebbe, per una volta. Dovrebbe.

Categories: Real Life

Dear Miles (Inferno andata e ritorno)

28 Ottobre 2009 VanillaTea Lascia un commento

(andata)

Rieccomi qui, la solita giacca buttata su una sedia, la cravatta allentata un poco, come sempre a godermi queste macerie; il vento sulla faccia, l’odore della polvere che comincia lentamente ad abbassarsi. Ho diviso il mondo in buoni e cattivi, in giusto e sbagliato, credendo di mettermi al riparo dalla pioggia; ho chiuso porte senza rimpianti, ma senza neanche un ultimo saluto, per correre più in fretta, per non sprecare fiato su vecchi altari e vecchie lacrime. Eppure oggi balbetto, non so che risposte dare al mio cuore, non riesco a farlo stare buono. Era facile dirgli “sei dalla parte dei buoni ora, non può capitarti niente“, “stai facendo le cose per bene, per una volta”, oppure “Non battere troppo forte, o ti sentiranno”, fargli girare la testa con la fantasia. Continuo a prendere a pugni l’unico muro rimasto in piedi, ci sarà un motivo se non è ancora andato giù. Annuso qua e là le foglie che ancora bruciano, uniche vittime della mia timida ira; continueranno ad ardere dentro di me, non ci sono soluzioni…se non incenerire qualcosa…o qualcuno, fare in modo che nulla possa più crescere tra quelle stupide rovine. Vivere e dimenticare, lasciando che i giorni si consumino sotto questa pioggia maledetta, con gli occhi sempre più rossi, malato di cupa ironia.

(ritorno)

La notte a volte fa regali inaspettati, racchiusi dove non avresti pensato di cercare mai; e così può capitare che un fugace sogno autunnale piova dal cielo dritto nelle tue mani. Lo fai scivolare tra le dita e ti accorgi che persino la spazzatura ti risulta interessante, anche se forse, non la capirai mai veramente, preso come sei dai tuoi pensieri, dal celare i tuoi sorrisi. Esco dal buio per fare quattro passi, mi faccio accogliere dal fresco e da qualche nota musicale, provo a trovare le parole giuste da miagolarti sottovoce, ma oggi tutto mi sembra così sciocco, sbriciolato da questi giorni malandati, dal gusto amaro del rimpianto. Così l’alba mi sorprende cercatore di dolci tesori, addormentati fra le coperte. Ho bisogno di dirti almeno una volta al giorno quanto io ti voglia bene, altrimenti sto male. Già il mio cuore comincia a brontolare, e mesto comincia a rifare i bagagli, destinazione ignota. Sbatto me stesso dalla come un tappeto per buttar via le briciole dei miei sentimenti, e mi chiedo quanto ci vorrà perchè ogni cosa mi venga rubata; eppure vorrei solo che i tuoi desideri si esaudiscano, così come tu hai esaudito i miei.

Sala d’aspetto

22 Ottobre 2009 VanillaTea Lascia un commento

Distendo le gambe sul basso tavolino colmo di riviste, mi stiracchio un po’. Le ossa scricchiolano tutte, preoccupate per il cattivo tempo, nascosto e un po’ coccolato dalle finestre opache. Colpi di tosse, e d’imbarazzo. Alle pareti poster di paradisi lontani, progetti di fuga surgelati, pronti in pochi minuti.

Il silenzio, qualche sguardo che si incrocia, mi convince ad andare via, qui non c’è niente per me, solo qualche rivista spiegazzata, e un appuntamento al quale, probabilmente, tenevo solo io. Così prendo la giacca, lascio un foglio pieno di scarabocchi sulla sedia, e chiudo la porta dietro me.

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Categories: Real Life, Riflessioni

Squash (sulla disfatta di una pallina di sentimenti)

11 Ottobre 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

Ottobre si tinge come tutti gli anni di jazz, di specchi d’acqua, di riflessi e di pensieri sul fondo; nel mio cuore, l’indifferenza comincia a fare breccia, a colpire più duro e farsi strada in me. Così, perdere la pazienza è un attimo, una fragile conseguenza per non ammettere la resa. Comincio a soffrire dell’enorme differenza fra realtà e finzione, tra come sono le cose e come potrebbero essere, o dovrebbero; due realtà distaccate tenute su da un legame sottile, come un filo di colla tra due dita. Inerte come un sasso, fredda come il ghiaccio, così mi appare. Continua a leggere…

Di cuore e di polmoni, di nuvole e orologi

4 Ottobre 2009 VanillaTea 2 commenti

Mattina, il solito bar. Il solito cappuccino, che non riesce a tirarmi su. Le solite frasi spezzate, i soliti abbracci immaginari. Il traffico, la pioggia. Gli autobus che si rincorrono, i bambini che si specchiano nelle pozzanghere. Giornali bagnati, la gente in coda per chissà che cosa poi. Un compleanno, da qualche parte, accartocciato in una scatola. Tanti auguri. Fuori, gli ombrelli si scontrano, danzano sotto la pioggia, rincorrendo i loro guai, rinunciando ai loro sogni. Non tutti, solo qualcuno, quelli più splendenti, quelli più fragili.

Cerco di inseguire la mia ispirazione lungo queste pareti, provo a spingere lo sguardo oltre i vetri bagnati che, sconsolati, mi separano dalla città; così attendo qualche risposta, qualche  soave parola. Ma loro, non so perchè, si tengono lontane; eppure, quando timidamente bussano alla mia porta, la pioggia si trasforma in un secondo in goccioline di sole, pronte a punzecchiare me e e queste vetrate.

Aspettiamo il sereno evitando di confrontarci con la pioggia, non sentiamo l’esigenza di sentire le sue gocce scorrere lungo la nostra pelle, macchiandola di illusioni spezzate. Non amiamo abbastanza il grigio delle nuvole, ci infastidisce; forse perché, a volte, ci rammenta troppo il colore del nostro futuro, o di quello che il nostro pessimismo vorrebbe che fosse. La radio accompagna la mia scrittura, assieme al rumore delle tazzine, e di cucchiaini impazziti dentro un caffè; quasi mezzogiorno, penso, il cielo sta tornando sereno e ho finito gli appuntamenti di questa mattinata trascorsa sotto i tuoni. Che sia giunto il momento di tornare a casa?

Categories: Carta & Penna, Real Life