L’altro giorno mi è venuto in mente uno di quei reperti archeologici di natura informatica che forse pochi di voi ricorderanno: l’Internet Time. Correva l’anno 1998, navigavo con il mio fidato modem 56k da un annetto, quando venne annunciata questa rivoluzione che avrebbe dovuto cambiare la abitudini degli internauti di tutto il mondo. In cosa consisteva la proposta di Swatch? Un orario comune per tutti, senza differenza di fuso, per facilitare i contatti fra persone dislocate in continenti diversi. E così tutti a scaricare il gadget per ICQ (me lo ricordo ancora, molto carino con lo sfondo bianco), i principali siti sparsi in giro per il mondo affiancavano all’ora normale anche quella espressa in beats e, ovviamente, gli orologi prodotti dalla casa svizzera per chi voleva portare anche fuori casa quel nuovo modo di misurare il tempo. La febbre durò un paio di mesi o poco più, e poi non se ne seppe più niente.
Dopo 11 anni cosa ne è rimasto? Ho fatto una rapida ricerca e, a parte i soliti gadgets (disponibile anche quello per l’homepage di Google) ho notato che la Swatch continua ancora a fornire sul proprio sito informazioni e riferimenti ma, a distanza di tanto tempo, sembrano non crederci molto neanche loro
. E’ stata solo una trovata commerciale o ne avevamo realmente l’esigenza? Personalmente non conosco una persona (e parliamo comunque di più di dieci anni fa) che l’abbia usato per più di una settimana
.
Ultimi Commenti