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Archivio per la categoria ‘Carta & Penna’

Dear Miles (Inferno andata e ritorno)

28 Ottobre 2009 VanillaTea Lascia un commento

(andata)

Rieccomi qui, la solita giacca buttata su una sedia, la cravatta allentata un poco, come sempre a godermi queste macerie; il vento sulla faccia, l’odore della polvere che comincia lentamente ad abbassarsi. Ho diviso il mondo in buoni e cattivi, in giusto e sbagliato, credendo di mettermi al riparo dalla pioggia; ho chiuso porte senza rimpianti, ma senza neanche un ultimo saluto, per correre più in fretta, per non sprecare fiato su vecchi altari e vecchie lacrime. Eppure oggi balbetto, non so che risposte dare al mio cuore, non riesco a farlo stare buono. Era facile dirgli “sei dalla parte dei buoni ora, non può capitarti niente“, “stai facendo le cose per bene, per una volta”, oppure “Non battere troppo forte, o ti sentiranno”, fargli girare la testa con la fantasia. Continuo a prendere a pugni l’unico muro rimasto in piedi, ci sarà un motivo se non è ancora andato giù. Annuso qua e là le foglie che ancora bruciano, uniche vittime della mia timida ira; continueranno ad ardere dentro di me, non ci sono soluzioni…se non incenerire qualcosa…o qualcuno, fare in modo che nulla possa più crescere tra quelle stupide rovine. Vivere e dimenticare, lasciando che i giorni si consumino sotto questa pioggia maledetta, con gli occhi sempre più rossi, malato di cupa ironia.

(ritorno)

La notte a volte fa regali inaspettati, racchiusi dove non avresti pensato di cercare mai; e così può capitare che un fugace sogno autunnale piova dal cielo dritto nelle tue mani. Lo fai scivolare tra le dita e ti accorgi che persino la spazzatura ti risulta interessante, anche se forse, non la capirai mai veramente, preso come sei dai tuoi pensieri, dal celare i tuoi sorrisi. Esco dal buio per fare quattro passi, mi faccio accogliere dal fresco e da qualche nota musicale, provo a trovare le parole giuste da miagolarti sottovoce, ma oggi tutto mi sembra così sciocco, sbriciolato da questi giorni malandati, dal gusto amaro del rimpianto. Così l’alba mi sorprende cercatore di dolci tesori, addormentati fra le coperte. Ho bisogno di dirti almeno una volta al giorno quanto io ti voglia bene, altrimenti sto male. Già il mio cuore comincia a brontolare, e mesto comincia a rifare i bagagli, destinazione ignota. Sbatto me stesso dalla come un tappeto per buttar via le briciole dei miei sentimenti, e mi chiedo quanto ci vorrà perchè ogni cosa mi venga rubata; eppure vorrei solo che i tuoi desideri si esaudiscano, così come tu hai esaudito i miei.

Di cuore e di polmoni, di nuvole e orologi

4 Ottobre 2009 VanillaTea 2 commenti

Mattina, il solito bar. Il solito cappuccino, che non riesce a tirarmi su. Le solite frasi spezzate, i soliti abbracci immaginari. Il traffico, la pioggia. Gli autobus che si rincorrono, i bambini che si specchiano nelle pozzanghere. Giornali bagnati, la gente in coda per chissà che cosa poi. Un compleanno, da qualche parte, accartocciato in una scatola. Tanti auguri. Fuori, gli ombrelli si scontrano, danzano sotto la pioggia, rincorrendo i loro guai, rinunciando ai loro sogni. Non tutti, solo qualcuno, quelli più splendenti, quelli più fragili.

Cerco di inseguire la mia ispirazione lungo queste pareti, provo a spingere lo sguardo oltre i vetri bagnati che, sconsolati, mi separano dalla città; così attendo qualche risposta, qualche  soave parola. Ma loro, non so perchè, si tengono lontane; eppure, quando timidamente bussano alla mia porta, la pioggia si trasforma in un secondo in goccioline di sole, pronte a punzecchiare me e e queste vetrate.

Aspettiamo il sereno evitando di confrontarci con la pioggia, non sentiamo l’esigenza di sentire le sue gocce scorrere lungo la nostra pelle, macchiandola di illusioni spezzate. Non amiamo abbastanza il grigio delle nuvole, ci infastidisce; forse perché, a volte, ci rammenta troppo il colore del nostro futuro, o di quello che il nostro pessimismo vorrebbe che fosse. La radio accompagna la mia scrittura, assieme al rumore delle tazzine, e di cucchiaini impazziti dentro un caffè; quasi mezzogiorno, penso, il cielo sta tornando sereno e ho finito gli appuntamenti di questa mattinata trascorsa sotto i tuoni. Che sia giunto il momento di tornare a casa?

Categories: Carta & Penna, Real Life

Acquerello di settembre

24 Settembre 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

Vecchie maschere giapponesi in fila sotto gli ombrelli

si colorano di pioggia, mentre le osservo sorridere

dal solito finestrino appannato;

così, al vagare del mio cuore e dei miei pensieri

si aggiungono le ultime note bagnate,

il fumo di ricordi ingialliti.

La notte si riempie di sorrisi e di sospiri:

seduto davanti a questo mare scuro,

mosso, pericolosamente volubile,

rimango incantato dai suoi fragili riflessi,

dal fragore delle sue risate.

Pioggia e sole sembrano contendersi

l’anima di questo settembre

e forse, anche la mia;

con le prime foglie secche

se ne vanno, dolcemente,

le mie paure.

Categories: Carta & Penna, Riflessioni

Delitto sotto il sole

1 Settembre 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

– Dammi un attimo quella pala, per favore. Il solito incompetente.

- E tu il solito scontroso. E’ perfetta così.

- No, non va bene. Voglio farla un pochino più profonda. Tutti le comodità del mondo, no?

- Non sarà il tuo senso di colpa a parlare?

- Eh? Non scherzare, dai. Era la cosa migliore che potessi fare. Dai, dammi una mano qui. Allarghiamo un po’.

- Arrivo. Ecco, aiutami a posarlo sul fondo. Nessuno si è accorto della scomparsa? Lamentele, reclami?

- Sì, qualcuna. Dopotutto…

- Hai sentito anche tu?

- Datti una mossa, aiutami a ricoprire in fretta.

- Non sarà ancora vivo? E’ vivo?

- Ti sbrighi o no? Comincia a muoversi!

La prima cosa che mi viene in mente da scrivere oggi…è che non si sta affatto male in vacanza! Le porte di settembre, e io sto qui a ciondolare nel caldo con ancora questo ipotetico panama calcato sulla testa, i bicchieri vuoti dei cocktail, gli ombrellini piegati da un lato, stanchi per un’estate vissuta sulla breccia :roll: . Il secondo pensiero sono…chiodi. Lunghi, da falegname.

Fine agosto, domenica. Mi ritrovo a pensare alle assi macchiate di pittura ad olio, ai fogli di carta appesi a far asciugare. Si cambia pelle ancora una volta, le pareti si dipingono di bianco. Cerco affitto in Paradiso.

Categories: Carta & Penna, Real Life

L’ultima foglia…di me

21 Luglio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

Spegnere le luci dal quadro generale,

staccare qualche chiave dal tuo mazzo,

dare le ultime raccomandazioni a chi rimane

e ti fa solo sentire più vecchio;

dare l’ultima occhiata alla sala che ti saluta silenziosa

nella penombra che ha già il sapore dolce del ricordo,

e poi, qualche mandata alla vecchia porta, quasi gli ultimi rintocchi.

Le spalle contro il muro esterno, uno sguardo alla vita

che si dipinge viva sotto ai tuoi occhi e, infine, quell’ultimo,

benedetto, sorriso.

Si ricomincia!