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Di cuore e di polmoni, di nuvole e orologi

4 Ottobre 2009 VanillaTea

Mattina, il solito bar. Il solito cappuccino, che non riesce a tirarmi su. Le solite frasi spezzate, i soliti abbracci immaginari. Il traffico, la pioggia. Gli autobus che si rincorrono, i bambini che si specchiano nelle pozzanghere. Giornali bagnati, la gente in coda per chissà che cosa poi. Un compleanno, da qualche parte, accartocciato in una scatola. Tanti auguri. Fuori, gli ombrelli si scontrano, danzano sotto la pioggia, rincorrendo i loro guai, rinunciando ai loro sogni. Non tutti, solo qualcuno, quelli più splendenti, quelli più fragili.

Cerco di inseguire la mia ispirazione lungo queste pareti, provo a spingere lo sguardo oltre i vetri bagnati che, sconsolati, mi separano dalla città; così attendo qualche risposta, qualche  soave parola. Ma loro, non so perchè, si tengono lontane; eppure, quando timidamente bussano alla mia porta, la pioggia si trasforma in un secondo in goccioline di sole, pronte a punzecchiare me e e queste vetrate.

Aspettiamo il sereno evitando di confrontarci con la pioggia, non sentiamo l’esigenza di sentire le sue gocce scorrere lungo la nostra pelle, macchiandola di illusioni spezzate. Non amiamo abbastanza il grigio delle nuvole, ci infastidisce; forse perché, a volte, ci rammenta troppo il colore del nostro futuro, o di quello che il nostro pessimismo vorrebbe che fosse. La radio accompagna la mia scrittura, assieme al rumore delle tazzine, e di cucchiaini impazziti dentro un caffè; quasi mezzogiorno, penso, il cielo sta tornando sereno e ho finito gli appuntamenti di questa mattinata trascorsa sotto i tuoni. Che sia giunto il momento di tornare a casa?

Categories: Carta & Penna, Real Life
  1. 5 Ottobre 2009 alle 10:31 am | #1

    ciao, carino come blog, l’ho inserito nel mio elenco di link, ciao!!

    • VanillaTea
      5 Ottobre 2009 alle 1:52 pm | #2

      ciao, grazie a te per l’apprezzamento!

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