Archivio

Archive for Febbraio 2009

Una giornata perfetta

24 Febbraio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

(finalmente sono riuscito a giocarmi questa canzone ^__^)

Il Paese è reale

24 Febbraio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

La cosa migliore del Festival (Arisa a parte, ovviamente) non è mai andata in onda in tv :)

Scarlet Cove – I

20 Febbraio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati
Categories: Carta & Penna

Color novembre

18 Febbraio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati

Le 4 del mattino rintoccano ancora una volta, camminando in punta di piedi per non svegliare chi sogna tranquillo attorno a me; così le prime luci mi trovano sdraiato sul pavimento gelato, intento a fissare il soffitto, a lasciar correre lo sguardo fino al suo limite estremo.

Qualche anno fa accanto a me ci sarebbe stata una bottiglia di liquore, oggi la prima tazza di tè della giornata, o l’ultima, fuma svagata sul comodino. Tengo in mano un paio di fogli spiegazzati, che iniziano lentamente a strapparsi e a subire il fascino del tempo; nella loro odierna fragilità, celano il loro grande valore e la loro forza.

Ho coccolato quei fogli come fossero una figlia: ricordo l’emozione quando le prime frasi sono nate nella mia testa, e come le appuntassi sui fazzoletti, sulla mano, pur di non dimenticarle; l’ho fatta crescere, riempiendola di cure e attenzioni, allontanandola da pensieri pericolosi. Le ho dato un corpo, e una voce gentile, una voce che la distinguesse da tutte le altre; e alla fine, quando non ho avuto più niente da insegnarle, l’ho lasciata libera di andarsene e spiccare finalmente il volo, orgoglioso e commosso come un padre.

Sei volata via leggera, senza voltarti indietro mentre, impaurita e fragile, davi il tuo primo sguardo al mondo. Eppure neanche il mio sguardo attento e premuroso si era accorto che ogni tua parola era intessuta di piccoli fili dorati, di un’energia speciale. Nascondevi la magia nel tuo cuore, umile nel vestito che ti avevo regalato, e tenevi bassi i tuoi occhi color novembre, aspettando il tuo ingresso in scena. Alla fine, hai cantato.

Non capirò mai a fondo il tuo spirito, per quante volte mi possa soffermare ad ascoltare la tua voce accorata. Può essere un padre più sprovveduto? Oggi ti addormenti tranquilla, piegata tra le mie mani, custode di quella scintilla che ti ho regalato, capace di incenerire l’impossibile e accendere un piccolo cielo stellato sul mio soffitto color inverno.

Categories: Real Life, Riflessioni

Luca era…?

18 Febbraio 2009 VanillaTea Commenti disabilitati