Recensione della settimana: Prospettive di un delitto

Nonostante i problemi tecnici che hanno rovinato la visione del film, mi accingo a fare la recensione di questo Prospettive di un delitto, diretto da Barry Levy (nome più adatto per questa settimana non ci poteva essere
). La pellicola racconta un attentato al presidente degli Stati Uniti durante un summit visto con gli occhi di otto persone diverse: gente qualunque, uomini dello staff del capo di Stato, terroristi.Il film mi è piaciuto molto soprattutto all’inizio per via della tecnica di narrazione (che sia una citazione voluta a Rashomon?) che dona alla trama un ottimo ritmo, malgrado una certa prevedibilità delle inquadrature che a volte lasciano trapelare un po’ troppo del seguito del racconto
. In pratica vengono narrati sempre gli stessi 20 minuti circa, raccontati dal punto di vista ad esempio di un bodyguard con un passato difficile (Dennis Quaid), un turista americano (Forest Whitaker), una cinica regista televisiva (Sigourney Weaver). Ogni mini racconto aggiunge una tessera del puzzle in più alla vicenda, tenendo vivo nello spettatore l’interesse e la curiosità soprattutto sulla messa a punto e l’organizzazione dell’attentato.
Il cast, sulla carta stellare (con qualche scommessa e qualche nome caduto in disgrazia), è a mio avviso sprecato per parti così brevi: l’unico che riesce a caratterizzare completamente il suo personaggio grazie alla sua naturale espressività è Forest Whitaker, non comunque ai suoi massimi livelli. D’altro canto mi è piaciuta moltissimo la scelta dell’ambientazione, inusuale (per una volta non tutte le tragedie avvengono a Los Angeles o a New York
) e molto affascinante come la cittadina spagnola di Salamanca, che non conoscevo e mi ha sorpreso positivamente.
Passiamo alle note dolenti ora, vale a dire il finale del film. Scontato, poco originale, la solita minestra rintracciabile in qualsiasi action movie dotato di un buon budget. L’unica cosa che si salva infatti è la spettacolarità di alcune scene, alle quali però (visto come è condotto tutto il film) avrei preferito qualcosa di più innovativo e ben architettato. Il fim risulta quindi un mix malriuscito tra un political thriller e un action movie, una gran bella idea andata persa in corso d’opera. In poche parole, un gran peccato. Carino, ma niente di più.
Voto: 6,5
Note a margine:
- E chi sarà dovuto andare ad avvisare per due volte il personale del cinema che l’audio era andato via, nonostante i dolori alle gambe di questi giorni? Ma ovviamente io! Non preoccupatevi mi raccomando se sentite Forest Whitaker cantare come Eros Ramazzotti…fate come loro…godetevi il film così!
- Nuovi acquisti informatici in libreria (che hanno provocato il ritardo di questa recensione): MySQL e PHP
; - rimando l’appuntamento alla prossima settimana con Onora il padre e la madre!
3 Commenti
Comments are closed.
yonessblog ha detto,
4 Marzo 2008 a 2:52 pm
Eh…
i classici film perdita di tempo… che dopo averli visti vien da pensare “se invece di andare al cinema stavo a casa a dormire era meglio”.
Purtroppo questi film esistono… per romperle al prossimo.
VanillaTea ha detto,
4 Marzo 2008 a 10:02 pm
Sono d’accordo con te, non consiglierei questo film per frequentatori occasionali del cinema che vanno solo a vedere i film che “meritano”
.
dioz ha detto,
8 Aprile 2008 a 12:09 am
whitalker è sempre un bel jolly, regge gran parte del film, anche se la sua telecamerina SONY (inquadrata giusto un paio di volte) è più potente ed indistruttibile di quella usata in cloverfield