Recensione della settimana: Il caso Thomas Crawford

Oggi ho visto al cinema “Il caso Thomas Crawford”, che come potete vedere dalla locandina qui sopra ha un titolo originale leggemente più corto
. E’ uno strano miscuglio fra un thriller e un poliziesco con una spruzzata di legalese che non guasta mai.
La trama racconta di un giovane rampante avvocato (interpretato da Ryan Gosling, il giovane Hercules per intenderci
) dell’ufficio del procuratore di Los Angeles, in procinto di lasciare il suo posto per un altro più prestigioso, più retribuito, più tutto insomma (anche a giudicare dal suo superiore
). Sfiga vuole che prima di andarsene gli venga affidato un caso di tentato omicidio facilissimo a prima vista. Un uomo (Anthony Hopkins) ha sparato alla moglie in casa, confessa e consegna alla polizia l’arma del delitto; purtroppo il colpevole ha architettato quello che può essere considerato il delitto perfetto…
Il film si fonda soprattuto sul personaggio di Anthony Hopkins: freddo, calcolatore, sempre un passo davanti agli altri (il fratellino non cannibale di Hannibal Lecter insomma) e sulla sfida che si instaura con il giovane avvocato, sempre più ossessionato dalla figura dell’imputato e dalla facilità con cui riesce a farla franca con la giustizia. La trama è avvincente anche se il finale, forse è un po’ troppo forzato, non mi ha convinto molto. In linea di massima mi è piaciuto abbastanza, lo comprerò anche in DVD quando uscirà. Nella settimana di uscita del terzo capitolo della trilogia di Bourne, un’alternativa più che valida e intelligente alle esplosioni e alla mono-espressione di Matt Daemon.
Voto: 7+
Note a margine:
- ho dovuto dare il mio biglietto a una vecchietta per 5 minuti per convincerla che NON ero seduto al suo posto; credo che ancora non sia convinta;
- oltre al solito trailer di “Io sono leggenda”, ho apprezzato il nuovo film con John Cusack e Samuel L. Jackson basato su un racconto di Stephen King “Room 1408″, anche se ancora non ho deciso se andrò a vederlo;
- posso dire di essermi rotto le scatole di vedere in ogni santo film i computer Apple? A parte che sembra che ogni morto di fame ne abbia uno e non mi sembra realistico, e poi esistono altre marche, grazie al cielo;
- adoro i marchingegni che Anthony Hopkins costruisce nel film…chissà se esistono kit di montaggio
.
4 Commenti
Comments are closed.
Bassi Offshore ha detto,
5 Novembre 2007 a 1:24 pm
vorrei gentilmente far notare che solitamente sono le 27 marche di pc esistenti che massacrano gli ualleri con apparizioni in ogni dove…. pe runa volta che viene fatta una scelta stilisticamente eccellente… suvvia accettiamola
inoltre i mac vanno meglio dei pc ed è risaputo che negli usa vendano di più
VanillaTea ha detto,
5 Novembre 2007 a 4:55 pm
Il mio appunto (scherzoso ovviamente) riguardava non tanto la Apple, tanto quanto i film “con lo sponsor”; i primi che saltano all’occhio sono i cellulari e i computer. Tutti i personaggi con la stessa marca o modello…non lo so lo vedo come se tutti andassero in giro vestiti uguali o con la stessa macchina…è una cosa un po’ irreale, nei film ambientati ai giorni nostri. E poi, c’era anche un po’ di invidia dato che non posso permettermi un macbook
.
MacUser ha detto,
8 Febbraio 2008 a 6:23 pm
Stai zitto.
Se non hai 1000 e passa euro comprati un mac mini
I mac sono molto meglio dei piccì
Se tutti avessero mac si vivrebbe più a lungo
scemo pirla
VanillaTea ha detto,
8 Febbraio 2008 a 10:12 pm
Non pensavo di alzare tutto questo polverone con una considerazione del genere detta tra l’altro con simpatia, che evidentemente qualcuno non ha colto. In primo luogo non ho fatto alcuna valutazione tecnica fra pc e mac visto che sarebbero state fuori luogo in una recensione di un film, né era mio interesse cominciare un’inutile, noiosa guerra santa fra comunità di utenti. Mi fa piacere che ti trovi bene con il Mac, piacciono molto anche a me, come design e come sistema operativo. Detto questo, spero che il discorso sia chiuso e di evitare commenti come quello qui sopra.